Un Successo Comunitario: Riflessioni sulla serata "Bullismo"

Si è conclusa con un’adesione straordinaria e un profondo coinvolgimento la serata dedicata al tema del bullismo e del cyberbullismo. Il teatro colmo di persone ha dimostrato che, di fronte alla sfida digitale e pedagogica attuale, la nostra comunità non vuole restare in silenzio.

I nostri ringraziamenti

Un evento così partecipato è frutto di una sinergia preziosa:

  • Al Professor Alberto Pellai: Per averci guidato con saggezza neurobiologica e cuore. Ci ha ricordato che i nostri ragazzi non sono "bulli", ma spesso "maldestri" in un mondo digitale non a misura delle loro competenze, dove la mancanza di limiti diventa prepotenza.

  • Al Parroco e alla Famiglia Russo: Per la generosa accoglienza nei locali e nel teatro, spazi che per una sera sono diventati il fulcro di un pensiero collettivo verso il bene.

  • Alle Autorità intervenute: Per aver sostenuto l'importanza di fare rete sul territorio.

  • Al Dirigente Scolastico, ai Docenti e ai Genitori: Per aver risposto alla "chiamata alla responsabilità". Siamo noi l'argine, le "transenne" necessarie a contenere l'energia dei ragazzi che crescono.

Spunti di riflessione: Essere "Genitori del Terzo Millennio"

Il Professor Pellai ci ha lasciato concetti che devono diventare il nostro pane quotidiano:

  • Il limite è un dono: In un mondo virtuale senza freni, l'adulto deve tornare a dare confini. Senza la percezione del limite etico, i ragazzi rischiano di smarrire l'empatia.

  • Il cervello che matura: Tra i 10 e i 14 anni le emozioni esplodono, ma l'area cognitiva matura lentamente. I nostri figli hanno bisogno di narrazioni coerenti e di una supervisione costante, specialmente nelle chat dove la competenza spesso manca.

  • Potere "con" e non "su": Educare significa orientare all'azione verso il bene, trasformando la prepotenza in cooperazione.

  • Il ritorno al Villaggio: Dobbiamo tornare a essere una comunità educante coerente. Se la scuola e la famiglia parlano la stessa lingua, il ragazzo trova corridoi sicuri in cui crescere.

Un augurio per i nostri ragazzi

Vogliamo fare nostra la bellissima dedica finale della serata: “Ragazzo mio, che la vita ti sia generosa. Ti auguro di trovare la parte migliore di te, di coltivarla sopra ogni cosa e di farne dono alla vita.”

Il lavoro è lungo e impegnativo, ma dopo questa serata sappiamo di non essere soli. Siamo un villaggio che ha scelto di non avere paura e di scommettere sul futuro.


"Dove non c'è competenza, c'è prepotenza. Torniamo a essere alleati: una mente adulta comune per i nostri figli."

Pubblicato il 07-05-2026